Tommaso Gismondi Approdo del Re Toscana

“Cavalli” di Tommaso Gismondi

Una scultura straordinaria realizzata dallo scultore Tommaso Gismondi è situata negli ampi spazi esterni della Villa Approdo del Re in Toscana, immersa nel verde della vegetazione mediterranea. L’opera è un altorilievo in travertino romano, raffigurante quattro cavalli che si sovrappongono in diagonale. Le loro teste, con le criniere al vento, e le loro zampe, ognuna in una posizione diversa, creano un effetto di animata dinamicità, sebbene asincrona. La mancata uniformità nei movimenti, apparentemente caotici, dei quattro cavalli trasmette un forte senso di libertà. I cavalli, immortalati mentre corrono liberamente senza briglie o selle, quindi nel loro stato più puro e selvaggio, diventano simboli di potenza, forza, velocità ed energia incontenibili. La scena è delimitata da una cornice di travertino grezzo, che ricongiunge il manufatto all’elemento naturale che lo compone.

Cavalli Tommaso Gismondi Approdo del ReLa suggestiva opera “Cavalli” nella Villa Approdo del Re, con la sua bellezza e semplicità, incarna perfettamente tutta la passione e lo stile artistici di Gismondi, un artista eclettico, che ha realizzato sculture, monete, medaglie, bozzetti, dipinti e disegni di ogni tipo e soggetto, da un cavallo in movimento ad una scena sacra, e che ha reso le sue opere eterne e sempre attuali.
Nato ad Anagni il 28 agosto 1906, si trasferisce a Roma nel 1921 in cerca di fortuna. Frequenta l’Istituto d’Arte Sacra a Santa Maria Sopra Minerva e l’Istituto d’Arte e Accademia di San Luca, dimostrando da subito tutto il suo talento artistico. Frequenta in seguito per tre anni la sala d’anatomia presso la facoltà di Medicina a Roma e i corsi di Storia dell’Arte nella facoltà di Lettere. Le sue prime opere risalgono al 1928, quando sperimenta il suo stile e la sua tecnica copiando statue importanti dei Musei Vaticani. Questi esperimenti iniziali testimoniano la sua grande abilità nel tradurre con la sua arte la realtà in materia.
Dal 1932 gli vengono commissionate una serie di opere, che lo portano al successo e gli garantiscono la stima del pubblico. Degne di menzione: la Pietà nella tomba della famiglia Urbini al cimitero di Primaporta e la tomba Adamoli al cimitero Verano a Roma. Gli anni ’70 sono i più prolifici: realizza più di trenta opere solo per il Vaticano, tra le quali molti portali, il Cenacolo per l’Abbazia Domenicana di Santa Sabina a Roma e modelli di monete per la Santa Sede. In questo periodo costruisce una propria fonderia ad Anagni, che gli permette di eseguire tutte le importanti commissioni. Muore ad Anagni il 27 aprile del 2003, lasciando in eredità tantissime opere sparse in tutto il mondo (Francia, Inghilterra, Stati Uniti, America Latina, Spagna).
“Il mio scopo primo è stato quello di amare questo mio lavoro interamente, appassionatamente, in tutte le sue manifestazioni, in tutte le sue tecniche”. Con queste parole l’artista descrive il suo amore per l’arte, che ha reso le sue opere magnifiche e uniche nel loro genere. In particolare “Cavalli” è un’opera coinvolgente che ha trovato dimora in un posto ideale: nella Villa Approdo del Re, la ricerca dell’eleganza, della bellezza e dell’armonia è culminata anche in questa opera. Il soggiorno presso la Villa offre l’occasione imperdibile di poter ammirare l’opera “Cavalli” e di poterne godere tutte le emozioni che essa suscita.

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